22 luglio 2011
"A scuola di efficienza " - Il Mondo
Per capire che aria tira in Friuli Venezia Giulia, terra di frontiera incastonata tra il Veneto, l’Austria, la Slovenia e il mare Adriatico, basta fare un giro nella Lean experience factory di San Vito al Tagliamento, inaugurata in giugno.
Frutto della collaborazione tra Confindustria Pordenone e McKinsey, è la prima “università del manifatturiero” d’Italia: un sito produttivo modello dove aziende di tutto il Paese impareranno come utilizzare il lean manufacturing (il metodo Toyota) per ridurre gli sprechi e guadagnare competitività. Il governatore Renzo Tondo (Pdl), in carica da poco più di tre anni, ha definito il progetto un simbolo della capacità friulana di misurarsi con il cambiamento, accettando che “dopo la crisi nulla sarà come prima”. Appunto: la regione ha voglia di rialzare la testa, guardare avanti. Oltre una recessione in cui sono ancora invischiati i distretti della sedia, del mobile, del coltello e dei componenti meccanici, la Inox valley pordenonese e la nautica (a Monfalcone c’è il più grande cantiere del gruppo Fincantieri). “Di ripresa non si può ancora parlare, anche se nel primo semestre il tiraggio dei fondi regionali di rotazione a tassi agevolati è raddoppiato rispetto allo stesso periodo 2010 e le previsioni sull’andamento dell’export sono positive” spiega Federica Seganti, assessore regionale alle attività produttive. Alessandro Calligaris, presidente regionale di Confindustria e dell’omonima azienda di sedie e mobili di design basata a Manzano, non nasconde che “l’indagine congiunturale sul primo trimestre dell’anno ha evidenziato un rallentamento. D’altronde, i consumi interni ristagnano e, Germania a parte, anche il resto dell’Europa è in affanno”. Per questo anche qui si attende con ansia una riforma fiscale e, a livello locale, la riduzione dell’Irap per le aziende più virtuose (la legge c’è, ma i paletti sono troppo rigidi) e il finanziamento degli strumenti per lo sviluppo competitivo delle pmi. Va detto però che chi ha puntato sull’alta qualità sta già raccogliendo i frutti: è il caso di Moroso, che collabora con designer come Patricia Urquiola, e della stessa Calligaris, ex contoterzista diventato produttore a proprio marchio. Dopo l’ingresso nell’azionariato del fondo L-Capital, “ è stata avviata una strategia mirata a rafforzare la brand identity, l’orientamento al retail e l’attenzione all value for money”, spiega l’imprenditore. “Il 2010 ha segnato una crescita dell’ebitda a 22,4 milioni, il 16% sul fatturato netto, percentuale che nel 2009 era ferma al 14,2%”.
Ha poi passato il guado la Danieli, multinazionale di Buttrio (Udine) che realizza in tutto il mondo impianti siderurgici e produce acciai speciali tramite la controllata Acciaierie Bertoli Safau. Restando nei comparti tradizionali, stanno facendo bene anche il distretto triestino del caffè (il gruppo Illy nel 2010 ha triplicato l’utile netto, toccando i 15,2 milioni) e quello del prosciutto di San Daniele: i produttori del consorzio hanno registrato un boom del 21% dell’export nei Paesi extra Ue. Ma chi ha davvero brillato sono state le tante perle dell’hi-tech disseminate, a sorpresa, nella regione che molti associano al solo vino, grappa e vento di bora. Secondo il Monitor sui distretti industriali di Intesa SanPaolo, lo scorso anno il polo Ict di Trieste ha venduto all’estero il 37% in più rispetto al 2009, per un controvalore di 130 milioni di euro. Il parco scientifico e tecnologico Area science park di Trieste è una “success story” internazionale nel campo del trasferimento tecnologico e dell’incubazione di start up: tra le società insediate nei suoi campus va ricordata la Ital Tbs, ormai un big dell’ingegneria clinica e dell’e-healt, quotata sull’Aim Italia. E le province di Udine e Pordenone non sono da meno: il 2010 ha segnato la ripartenza anche per Eurotech, multinazionale dei nano pc e dei supercomputer con sede ad Amaro, 800 anime, una cinquantina di chilometri da Udine. “Se ci sono la banda larga per le videoconferenze e un aeroporto nelle vicinanze, una sede vale l’altra. Quel che conta, per aziende smaterializzate come le nostra, è un network di relazioni e risorse umane che permetta di essere davvero globali”, dice Roberto Siagri, presidente a e del gruppo (99,3 milioni di fatturato consolidato 2010, quotato al segmento Star). E la smaterializzazione, insieme all’incorporazione dei computer negli oggetti di uso quotidiano, è sempre stata il cavallo di battaglia di Eurotech: “Già dal 2005 lavoriamo al cosiddetto internet delle cose, e fin dagli inizi abbiamo investito sul cloud computing, che permette un rapido scambio di dati tra diversi dispositivi”. Il prossimo obiettivo? “Il social network delle macchine. Ovvero rendere questa comunicazione semplice come lo è per noi andare su face book”. Progetti d lungo respiro, applicazioni molto concrete: dai trasporti intelligenti al controllo dei processi industriali. A Pordenone ha sede la Slim2 Multimedia, leader nel settore dei proiettori di altissima gamma per cinema e home theater. E nel suo portafoglio c’è anche la licenza di utilizzo dello storico marchio Brionvega, quello della radio portatile Cubo. Pordenonese anche la Onda Communication, produttore di chiavette per il collegamento a inernet, modem, router , tablet e cellulari. A Remanzacco (Udine) vengono invece ideati gli schermi Lcd e i monitor e i monitor a Led della Qbell tecnohlogy, mentre a San Daniele, accanto ai prosciuttifici, si incontrano la sede di Lima, multinazionale tascabile delle protesi ortopediche, e la Solar Systems, unica friulana a produrre pannelli solari termici e per il fotovoltaico “nonché fornitore di impianti chiavi in mano per la clientela privata”, come spiega l’area manager Walter Rizzetto. In Provincia di Gorizia c’è poi una piccola eccellenza dell’innovazione applicata al modello di gestione: Minerva, società di facility management per il settore ospedaliero, si è aggiudicata per questo il premio Imprese x innovazione di Confindustria e il premio dei premi della presidenza della Repubblica. “Siamo paper-less dal 2002 autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ai pannelli fotovoltaici e alle colonnine di ricarica per le auto elettriche”, rileva il presidente Adriano Ruchini. “Per quanto riguarda il core business, proponiamo agli ospedali un servizio di gestione dei reparti che assicuri risparmi ed efficienza”.
Chiara Brusini
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