09 giugno 2011
"Nuova sfida per Minerva sui mega yacht di lusso" - Il Piccolo
di Giulio Garau - Eccellenza e qualità per salvare una realtà produttiva di nicchia come un cantiere navale che realizza anche yacht da 27 metri in su e con prezzi che partono dai 4 milioni di euro. Una sfida per la Minerva di Adriano Ruchini che si sta distinguendo per i servizi nel settore ospedaliero, ma che ha deciso di impegnarsi anche con la nuova Mmgi Shipyard di Monfalcone, in zona canale navigabile, riportata a galla quando stava naufragando. Era il novembre del 2009 e l’azienda si trovava davvero in cattive acque: è stata ripescata e ora sotto la guida di Domingo Bianco come amministratore unico, ma che è anche vice presidente della Minerva al fianco di Ruchini, sta dando i primi frutti. «Abbiamo applicato i principi di gestione di Minerva, abbiamo rilevato e valorizzato tutte le professionalità del cantiere ed ora la strada dell’eccellenza ci sta premiando» fa sapere lo stesso Bianco che ha maturato un’esperienza tra i fornitori di Fincantieri e che nella nuova Mmgi Shipyard si occupa di controllo gestionale. Due le realtà produttive all’origine, lo stabilimento di carpenteria e allestimenti navali di Romans d’Isonzo (dove c’è anche lo studio di progettazione) e il cantiere sul canale navigabile di Monfalcone. Ora ci sono almeno una sessantina di persone al lavoro tra Romans e Monfalcone e a fianco del capannone preso in affitto dal Consorzio di sviluppo industriale la Mmgi ha acquistato un nuovo terreno per espandere le attività. Non solo costruzione di maxi yacht in acciaio e in alluminio, ma anche refitting e le capacità occupazionali dovrebbero salire sino a 80 dipeendenti. Inizialmente la Minerva per acquisire l’affitto del ramo d’azienda della società che aveva chiuso i battenti ha investito 400 mila euro, sono stati investiti altri 2 milioni e mezzo per l’acquisto del terreno e sono in programma ulteriori investimenti. A Romans si realizzano oblò, finestrini, grandi ventilatori e porte stagne ed è arrivata una grande commessa che ha dato un’ulteriore spinta alla nuova azienda. «La Mantovani che ha preso in appalto le opere del Mose ci ha commissionato la costruzioni delle porte stagne della struttura». E a Monfalcone stanno decollando le realizzazioni di imbarcazioni di lusso da 22 a 44 metri. «Nel primo anno di gestione abbiamo realizzato un’imbarcazione da 27 metri che sarà varata il 30 luglio - spiega Bianco - tutta completamente in acciaio. Ma accanto nel capannone stiamo ultimando due imbarcazioni da 10 metri, realizzate tutte in alluminio, che diventeranno due grandi motoscafi con motori veloci in grado di raggiungere unma velocità di 50 nodi». Lo spazio nel nuovo stabilimento è piuttosto grande, c’è anche una banchina a mare che sarà allungata nel terreno adiacente appena acquisito dalla Mmgi e a bordo banchina c’è ora un altro 27 metri, su cui è appena terminata un’opera di refitting (pitturazione e allestimenti) e l’imbarcazione partirà tra qualche giorno. A secco sui cavalletti c’è un terzo 27 metri, ma soltanto uno scafo vuoto, terminato da poco: «Attendiamo una commessa - spiega l’amministratore - stiamo trattando, ma abbiamo in piedi anche altre trattative per nuovi ordini». Due gli assi di sviluppo dunque, costruzioni e refitting-riparazioni. «Stiamo preparando un business plan dopo l’acquisizione del terreno a fianco - spiega Bianco - per capire come muoverci. Il nostro obiettivo è creare una struttura per il refitting e le manutenzioni. Sul mercato non ci sono molte strutture che fanno lavorazioni su barche dai 18 ai 50 metri e che si occupano oltre che di costruzioni anche di manutenzione e refitting, siamo tra le poche realtà dell’alto Adriatico in grado di offrire questi servizi, per trovarli infatti bisogna andare al Sud, alcuni cantieri vicini (Isola in particolare) stanno chiudendo e dunque contiamo in un buon bacino di utenza per crescere».
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