14 marzo 2011
"Le energie pulite italiane al lavoro in Ungheria " - e-gazzette.it
Budapest, 14 marzo – Il futuro energetico dell’Europa si discuterà quest’anno e fra i protagonisti del dialogo ci sono le
imprese italiane operanti in Ungheria. Ne è dimostrazione l’incontro tenutosi la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo
nazionale di Budapest e promosso dalla Camera di commercio italiana per l’Ungheria.“In questo momento la situazione politica mediterranea non ha dirette connotazioni energetiche - ha spiegato il
vicesegretario di Stato per l’energia, Kovacs Pal. - Ma occorre capire che cosa accadrà nel breve periodo”. È per questo
che l’Ungheria sta adottando politiche di progettazione che arrivino fino al 2030-2050. “Il nostro paese è povero di fonti
energetiche - ha aggiunto Kovacs - e vuole puntare sulle centrali atomiche di quarta generazione e sullo sviluppo delle
rinnovabili per portarle a raggiungere il 14,6% del proprio fabbisogno”.
Progetto al quale le imprese italiane hanno opposto un loro modello: “La coesistenza con il nucleare è quello che fa soffrire
il settore - ha sostenuto Adriano Ruchini, presidente della commissione Energia della Camera di commercio italiana a
Budapest. - La nostra proposta, sostenuta dalle imprese italiane presenti in Ungheria, è di promuovere una rete di
produzione energetica che sappia essere alternativa ai modelli monopolisti del petrolio e del nucleare”. Ed è questa
strategia che fonda lo sviluppo delle Pmi italiane e ungheresi impegnate nel settore delle rinnovabili in terra magiara. “Le
energie rinnovabili sono alternative e non costose, presentano modelli distribuiti sul territorio al quale restituiscono
immediatamente possibilità di sviluppo grazie all’economia che costruiscono in loco”, ha concluso Ruchini.
In Ungheria, accanto a Minerva di cui Ruchini è presidente, ci sono fra le altre Ansaldo, Riello, Agip e Finest (di Andrea Ballocchi).